La brutta storia del Battery Gate di Apple

La brutta storia del Battery Gate di Apple

Ciao sono Giorgio Pozzi e in questo articolo ti racconterò tutto quello che so della brutta storia del Battery Gate di Apple.

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Un problema improvviso

Nel 2017 Apple si trovò davanti a un bel problema: alcuni iPhone “vecchiotti” (in particolare il 6 e il 6S) cominciavano ad avere una batteria degradata dopo qualche anno di utilizzo, e non riuscivano più a soddisfare le richieste dei processori (A8 e A9).
In alcuni momenti più impegnativi, la conseguenza era lo spegnimento del telefono.

Capite che la questione era piuttosto grave. Un telefono che si spegne senza preavviso rendendovi irreperibili e non consentendovi di chiamare al volo quando necessario, oggi è impensabile.

Una soluzione tempestiva

Apple decise di risolvere tempestivamente il problema rilasciando una versione aggiornata di iOS (la 10.2.1) che diventerà tristemente famosa. Con questa versione, iOS metteva un freno al processore, eliminando quei picchi che causavano gli spegnimenti e risolvendo quindi il problema.

Una soluzione piuttosto brillante tutto sommato, ma che aveva il grosso difetto di essere fatta senza avvisare gli utenti e quindi anche senza offrire alternative (come la sostituzione della batteria usurata).

Sospetti e polemiche

Gli utenti se ne accorsero. Inizialmente nacque una discussione su Reddit che ipotizzava un rallentamento dei modelli con batteria usurata, poi la voce prese piede e rimbalzò in tutta la Rete scatenando leggende metropolitane e teorie del complotto, finché Apple, incalzata dagli utenti confermò la presenza della funzione.

“Circa un anno addietro con iOS 10.2.1 abbiamo rilasciato un aggiornamento software che migliora le funzionalità di power management nei momenti in cui è richiesto un carico di picco, impedendo spegnimenti inattesi dei dispositivi su iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 6s, iPhone 6s Plus e iPhone SE. Con questo aggiornamento, iOS gestisce dinamicamente le performance massime di alcune componenti di sistema, impedendo lo spegnimento. Benché questi cambiamenti possano passare inosservati, in alcuni casi gli utenti potrebbero notare tempi di avvio maggiori per l’esecuzione di app e altre riduzioni in termini di prestazioni”.

Scoppiò il BatteryGate: una grande polemica per la scarsa trasparenza di Apple ma non solo. Qualcuno parlò anche di obsolescenza programmata.

La risposta di Apple

Apple si scusò per quanto accaduto offrendo la sostituzione della batteria al prezzo ridotto di 29 euro per tutto l’anno successivo (il 2018) e introducendo strumenti in iOS (dalla versione 11.3) per monitorare la salute della batteria e permettere agli utenti di disabilitare il rallentamento degli iPhone.
La multinazionale di Cupertino ribadisce di non aver commesso alcun illecito, ma le conseguenze non sono mancate.

Una questione ormai chiusa

Ormai si è passati oltre la brutta storia del Battery Gate di Apple e ora gli utenti hanno a disposizione (anche su Mac e AirPods) potenti strumenti per monitorare e proteggere la batteria dei dispositivi.

Apple ha accettato di pagare 113 milioni di dollari per chiudere la causa avviata da 35 Stati americani sul BatteryGate. In Italia è stata completamente scagionata dalle accuse di obsolescenza programmata, ma multata di 10 milioni di euro per non aver comunicato la modifica in caso di batteria degradata, e obbligata a pubblicare un messaggio informativo sul proprio sito web italiano.

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Fonti: Wikipedia Macitynet