La storia del primo iMac

Ciao sono Giorgio Pozzi e in questo articolo ti raconterò la storia del primo iMac che sia mai stato commercializzato: l’iMac G3 Bondi Blue.

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Una storia travagliata

Dopo aver fatto molti passi falsi sotto la guida di Sculley, Apple era arrivata a un passo dal fallimento. Fortunatamente il suo successore Gil Amelio, vide nella NEXT di Jobs una importante risorsa per rimediare al fallimento del progetto Copland (per un OS più moderno) e la comprò. Con NEXT rientrò in Apple anche il visionario fondatore Steve Jobs che, con un abile stratagemma, riprese il controllo della società che lui stesso aveva contribuito a fondare anni prima e che gli era stata “sottratta” da Sculley (è una lunga storia).

Provvedimenti drastici

Jobs ridusse drasticamente i progetti (tra cui il precocissimo Newton), i prodotti (che da 20 diventarono 4) e i dipendenti, chiudendo le porte anche ai cloni Mac, inoltre fece un contestatissimo accordo con Microsoft in cambio di un importante investimento in Apple. Fu una rivoluzione, eppure la rivoluzione, quella vera, doveva ancora arrivare.

La storia del primo iMac

iMac dall'altoIl 7 maggio 1998 Steve Jobs in persona, in uno dei suoi più storici Keynote, presentò il primo prodotto della nuova era: l’iMac, i come internet, per il Mac del nuovo millennio.

iMac era un computer “tutto in uno”, completo ma senza cavi in vista, esteticamente sorprendente, senza lettore floppy (uno scandalo al tempo) e per la prima volta con porta USB (un passo verso l’apertura del sistema a periferiche di terzi).
Una svolta del genere fu talmente improvvisa e drastica da cambiare per sempre il destino della società.

iMac G3 bondi blueSpecifiche tecniche

Sapete che in questo blog non lascio troppo spazio alle specifiche tecniche, però in questo caso credo che possa essere interessante inserirle per permettervi di fare un confronto con il computer che state usando adesso. L’informatica ha fatto passi da gigante.

  • Processore PowerPC 750 “G3” a 233MHz
  • Disco rigido HDD da 4GB
  • RAM 128MB espandibili a 256MB
  • Monitor CRT 15″ (13,8 visibili) fino a 1024x768pixel a 75Hz
  • Scheda grafica Ati Rage IIc con 2MB di memoria video espandibile fino a 6MB.
  • Lettore CD-ROM 24x
  • Connettori: Ethernet 10/100 BASE-T RJ-45, Modem 56K, 2 USB, 1 porta a infrarossi, Ingresso e uscita audio
  • Slot di espansione Mezzanine
  • Altoparlanti stereo SRS
  • Dimensioni e Peso: 40,1×38,6×44,7cm 18,1Kg
  • Sistema operativo Mac OS 8.1 aggiornabile fino a Mac OS X 10.3.9
  • Prezzo: 1.299 dollari americani.

Qualcosa di completamente nuovo

Il suo aspetto colorato e traslucido, compatto e arrotondato fu la prima caratteristica che colpì il pubblico, tuttavia l’abbandono dei vecchi standard in favore delle porte USB, lo slot Mezzanine sperimentale e altre caratteristiche inedite, fecero apprezzare il computer anche per il suo hardware, che comunque non era niente di rivoluzionario di per sé. iMac finì anche nel Guinnes dei Primati per il manuale d’uso più breve di sempre e fu un enorme successo commerciale. Una cosa però fece storcere il naso a molti utenti: il mouse completamente tondo e schiacciato era talmente diverso da essere considerato proprio scomodo.

Steve Jobs e il suo iMac

La moda della i e del blu traslucido

Il design del primo iMac colpì talmente l’immaginario collettivo che tutti gli altri computer sembrarono improvvisamente brutti e vecchi, quindi tutti cominciarono a realizzare prodotti colorati, con parti trasparenti e con un nome che in qualche modo doveva cominciare con la i (non solo i computer e le periferiche, anche auto e ferri da stiro). Fu un vero tormentone e ci furono diversi casi di plagio.

Conclusioni

La storia del primo iMac toccò anche me, infatti, quando uscì il primo iMac io ero già da tempo un felice possessore di Macintosh Performa 5400/180 nero, un “All-in-one” che potrebbe essere considerato il papà di iMac ma con una livrea decisamente meno appariscente. Pensai che Apple aveva fatto il colpaccio e lo desiderai ardentemente, ma come vedremo (un’altra volta) finì per prendere una strada diversa.
Il design lanciato con questo iMac fu fortunato e durò diversi anni, ma Apple non si adagiò sugli allori e lo stravolse con il passaggio ai monitor piatti presentando iMac Flat Panel.

Nonostante sia già iniziata da tempo l’era post-PC, ancora oggi l’iMac è il Mac “tutto in uno” di Apple ed è anche disponibile in una versione carrozzata con hardware estremamente potente, chiamata iMac Pro.

Anche se dal 1998 nel mondo dell’informatica sembra passata un’era geologica, il primo iMac è ancora presente nella memoria di tanti e rimane un riferimento per tutti i prodotti da scrivania di Apple.

Fonti: Steve Jobs la biografia, Wikipedia, MacTraker

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