Ciao sono Giorgio Pozzi e in questo approfondimento ti racconto tutto quello che devi sapere sull’app Immuni che è da poco disponibile sugli store Apple e Android.

Immuni app icona

Cosa fa

Immuni è un’app di contact-tracing (rintracciamento dei contatti, NON degli spostamenti) scelta dal Ministero della Salute per agevolare il controllo delle infezioni di COVID-19 in Italia (visita il sito). Si può usare su base volontaria. Sarà molto utile per aiutare la ricostruzione dei contagi in caso di recrudescenza della malattia.

Chi l’ha creata

Bending Spoons l’ha realizzata utilizzando le API di Google e Apple sviluppate appositamente per far funzionare correttamente le app del genere a livello globale. È gratuita per tutti e Open Source, quindi il codice sorgente dell’applicazione è disponibile su Github, chiunque può vedere come funziona e in molti lo stanno facendo, dialogando con gli sviluppatori.

Requisiti

Sfruttando le API di Google e Apple appena rilasciate, l’app funziona solo se avete aggiornato il sistema operativo del vostro telefono verso fine maggio 2020. Ovviamente ammesso che il vostro telefono sia abbastanza recente per ricevere l’aggiornamento gratuito.

Apple richiederà che sia attivo il Bluetooth e che vengano autorizzate le notifiche di esposizione, Android che sia attivo anche il GPS (ma l’app non ha accesso ai dati del GPS, stranezze).

L’utente deve avere almeno 15 anni e deve accettare la privacy policy.

Come funziona il tracciamento

L’app usa il Bluetooth per scambiare pacchetti con gli altri terminali che incontra per almeno cinque minuti. Quindi rimane traccia dell’incontro ma tutto è crittografato e la chiave di codifica cambia regolarmente. Queste chiavi vengono archiviate solo sul dispositivo e cancellare dopo 14 giorni. Anche i dati crittografati non contengono informazioni sensibili dell’utente ma solo un riferimento al dispositivo. Il sistema non registra la durata dell’incontro oltre la mezz’ora in modo che non si possano ricostruire gli spostamenti, inoltre non sarà possibile sapere se si sono verificate altre esposizioni in giorni diversi tra gli stessi dispositivi.

Il primo avvio

Immuni chiede solo in quale provincia si risiede e di attivare Bluetooth e le notifiche (e il GPS su Android). Da quel momento l’app è operativa e se necessario manderà la notifica di esposizione.

In caso di positività

Se un utente Immuni scopre di essere infetto? Il personale sanitario che lo assiste, invia con la sua collaborazione (c’è un doppio controllo) una notifica di esposizione a tutti i contatti che sono registrati nel dispositivo, quindi quelli nella finestra di 14 giorni. Ogni passaggio è volontario.
La trasmissione dei dati in questo caso si appoggia ai server pubblici di Sogei che ha predisposto anche la trasmissione di “dati spazzatura” che renderebbero vano il tentativo di eventuali spioni di intercettare le notifiche.

Chi riceve la notifica di esposizione

I contatti degli ultimi 14 giorni riceveranno una notifica di esposizione che porterà con sé anche delle indicazioni specifiche su come comportarsi. Esposizione non significa contagio, ma necessità di monitorare e eventualmente verificare. L’app metterà in contatto la persona, rigorosamente anonima, con l’autorità sanitaria di competenza perché possa prendere dei provvedimenti se dovesse essere necessario.

Dati anonimi in forma aggregata

Il sistema può condividere alcuni dati anonimi aggregati per scopi di ricerca, ad esempio il numero di notifiche inviate dal sistema per permettere ai sanitari di prepararsi nel modo migliore alle necessità dei cittadini. Il Garante della Privacy ha dato il suo avvallo a tutto questo.

Rapporto con l’estero

Si sta lavorando per rendere interoperabili le applicazioni dei vari stati, cosa che può sembrare esagerata ma per chi vive nei pressi della frontiera è indispensabile perché l’app possa funzionare.

Quando si parte

Oggi primo giugno 2020 l’app è stata rilasciata ed è scaricabile e avviabile da tutti. La sperimentazione è però ancora in fase di test e devono essere ancora prese delle importanti decisioni (ad esempio sui criteri epidemiologici e i modelli probabilistici dell’algoritmo dell’app). Aprono le danze Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia il 3 giugno.

Perché partecipare

Io partecipo un po’ per senso civico, per aiutare tutti coloro che lavorano per ricostruire la catena dei contagi, un po’ perché è nel mio interesse (e in quello dei miei parenti) ricevere una notifica se sono stato esposto a mia insaputa. Inoltre le soluzioni tecniche adottate sono molto convincenti e mi sembra che si sia fatto tutto il necessario per proteggere la privacy degli utenti. Infine il fatto di poter interrompere la mia adesione a a tutto questo in qualsiasi momento mi rassicura ulteriormente. So che potrà farmi prendere uno spavento per niente (notifica non implica sicuramente contagio), ma se il COVID-19 dovesse tornare alla carica, è meglio essere pronti finché non saremo vaccinati.

Occhio alle truffe

Stanno già girando delle email truffa su Immuni, gli sciacalli sono sempre pronti. Immuni manda solo notifiche in App, non manda mail o sms e non chiederà MAI alcun dato. Non abboccate agli sciacalli!

Dove scaricarla

Solo su App Store e sul Play Store. Dovrebbe arrivare su AppGallery.

Fonte: Immuni

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