Helvetica

Ciao Sono Giorgio Pozzi e in questo articolo ti parlerò di un carattere tipografico chiamato Helvetica.

Origini

Il carattere tipografico Helvetica fu disegnato nel 1957 da Max Miedinger, da un’idea di Eduard Hoffman, direttore della fonderia Haas dove Miedinger lavorava come freelance. La fonderia era in forte crisi a causa del successo globale del carattere Akzidenz Grotesk prodotto da un competitor e si cercava un nuovo carattere per recuperare.

Il primo nome di questo carattere tipografico fu Neue Haas Grotesk, ma quando le società tedesche Stempei e Linotype introdussero sul mercato la serie completa di caratteri, lo rinominarono Helvetica (da Helvetia, Svizzera in latino).
Il nome fu pensato per evocare l’avanguardia della Swiss Technology, l’Helvetica doveva essere la font che rifletteva le tendenze industriali del tempo.

Il carattere ebbe subito un grande successo e si diffuse rapidamente nelle agenzie pubblicitarie e di conseguenza in marchi, stampe, video, brand identity e progetti editoriali di tutto il mondo. Molti marchi famosi utilizzano l’Helvetica nel proprio logo (ad esempio Bank of America, Microsoft, Fiat, Kawasaki, Nestlè…).

Helvetica continuò a crescere raggiungendo il suo apice nella grafica degli anni settanta, ma il suo successo era ancora lontano dalla sua fine. Apple lo incluse tra i font del primo Macintosh rendendolo un font di riferimento anche per il desktop publishing digitale, e QuarkXPress lo impostò addirittura come font di default nei suoi elaborati.

Caratteristiche

Helvetica è innanzi tutto un carattere tipografico senza grazie, con una linea asettica ed essenziale. È neutrale, pulito, facile da leggere, versatile. Ha tanto spazio negativo. Per questo motivo è stato, ed è ancora, molto usato, forse troppo.

Commenti

Designer di fama internazionale come Erik SpiekermannStefan Sagmeister e David Carson, accusarono il carattere di essere noioso, freddo, impersonale, e troppo inflazionato nel campo del design.
Wim Crouwel, invece, ricorda così la sua prima impressione: «Helvetica fu un grande salto dal diciannovesimo secolo… Ci impressionò molto per la sua neutralità, parola che amavamo molto. Perché in alcuni casi il carattere deve essere neutrale, non deve portare un significato intrinseco nel suo aspetto. Il significato deve uscire dal testo, non dal carattere tipografico»

I font su misura

Negli ultimi anni la popolarità di Helvetica non è molto cambiata, ma il suo uso è calato molto. Sia perché il suo uso era stato fin troppo inflazionato nel passato, sia perché si è cominciato a sviluppare nuovi font studiati sulle esigenze specifiche delle singole società.

Ad esempio nel 2012 Google ha creato il Roboto, un font neo-grotesque sans-serif descritto come moderno ma accessibile, ed emozionale che si può usare gratuitamente e facilmente anche sul web.
Apple nel 2016, al lancio di Apple Watch presentò il font San Francisco e San Francisco Compact, molto simili a Helvetica (che andavano a sostituire nell’interfaccia grafica) progettati per dare il meglio a schermo, e in particolare il Compact ottimizzato per il piccolo schermo di Apple Watch.
IBM nel 2017 presentò IBM Plex, lo stesso anno YouTube presentò YouTube Sans. L’anno successivo Coca Cola presentò TCCC ecc… Insomma, negli ultimi anni si assiste a un vero e proprio trend delle multinazionali.

Questo si è verificato perché i font sono diventati parte di quegli elementi chiave che compongono la brand identity insieme al logo e ai colori. Un font specifico e personalizzato riesce quindi ad essere più efficace.

Helvetica New

Ma forse il futuro di Helvetica è ancora luminoso. Monotype ne ha presentato tre nuove versioni: Display, Text e Micro sotto l’unico nome di Helvetica Now. Questo nuovo font è un semplice adattamento al mondo di oggi di Helvetica Neue, ha una maggiore concentrazione degli spazi (tipica della tipografia moderna) e vari dettagli rinnovati e arricchiti. Purtroppo è a pagamento.
Non sappiamo se questo sarà sufficiente a un rilancio, ma senza dubbio incontrerà l’apprezzamento di tanti. (link su MyFonts.com)

Conclusioni

Abbiamo visto come il carattere Helvetica abbia avuto una storia davvero felice (celebrata anche dal MOMA di New York) dalla fine degli anni cinquanta, attraverso allo sbarco nel digitale nei primi anni 80, fino ad oggi. Oggi le cose stanno cambiando soprattutto da parte delle grandi multinazionali, ma Helvetica si conferma un grande font per tutti i designer “normali” ed è presente anche nella nuova versione Helvetica Now. Se nei vostri progetti deciderete di utilizzarlo vi capiremo, però cercate di non esagerare!

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Fonti: Wikipedia, Kreativehouse,

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