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Ciao sono Giorgio Pozzi e in questo articolo ti parlerò del MacBook Neo e del perché sia un esperimento andato molto bene, probabilmente ben oltre le più rosee aspettative.

La farò breve, perché sicuramente ne avete già letto su innumerevoli articoli: il prezzo aggressivo e l’aspetto Mac del dispositivo ha sconvolto il mercato.

Lo shock

Non era mai successo che Apple vendesse un portatile a un prezzo così basso e, nonostante gli evidenti compromessi sulle caratteristiche, è chiaramente un Mac e questo ha innescato un’ondata di vendite particolarmente alta.

Caratteristiche

Il prodotto rimane infatti molto bello e soprattutto valido, di ottima fattura (particolarmente facile da riparare) e sufficiente per le esigenze dei classici utenti generalisti senza troppe pretese.

Le prestazioni sono infatti vicine a quelle di un ancora ottimo processore M1 anche se gli 8 GB di RAM tendono a limitare l’utilizzo contemporaneo di applicativi pesanti (usati di solito solo dai professionisti del multimedia). Questo limite, insieme ad altre caratteristiche (come la tastiera non retroilluminata) assicura che il MacBook economico non cannibalizzi le vendite di prodotti superiori come lo splendido MacBook Air.

Materiali di recupero

Apple, per ridurre i costi e ottimizzare la sua filiera produttiva, ha deciso di utilizzare per questo portatile più materiali di recupero del solito. In particolare hanno fatto discutere i processori usati: A18 Pro fallati realizzati per iPhone 16 Pro ma riusciti male.

Questi processori sono fallati perché a causa di errori nel processo produttivo hanno un core GPU in meno rispetto al previsto, ma sono testati e funzionanti. Non potrebbero finire sugli iPhone e quindi andrebbero buttati, ma sono comunque dei signori processori. Perché buttarli?

La paura dei competitor

La botta mediatica e le vendite sono schizzate al punto da preoccupare Microsoft (che ha finanziato uno studio che dimostrerebbe – ah ah – che i portatili economici con Windows sono migliori) e da spingere Apple a ricominciare la produzione dei processori perché le scorte che erano da smaltire si sono esaurite in fretta e i tempi di consegna del portatile avevano cominciato a salire in modo preoccupante.

Conclusione

Il MacBook Neo ha quindi dimostrato ad Apple diverse cose: Apple può aggredire facilmente anche una fascia di prezzo più bassa del solito senza svendersi. Trovare un ripiego per la componentistica fallata è una strategia vincente. È possibile creare nuove finestre di accesso all’ecosistema Apple senza snaturare i prodotti.

Considerando tutto questo, Neo è un nome giusto e ha dimostrato ad Apple che è sulla strada giusta.

Fonti:

Prestazioni: HDBlog

Chip fallati: HDBlog

Studio Microsoft: iSpazio

Ripresa produzione: iSpazio

Vendite: HDBlog

Fonte immagine: IA

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