Adobe e competitor

Ciao sono Giorgio Pozzi e in questo articolo ti dirò perché penso che Adobe stia perdendo terreno nel mercato.

Affinity Photo, Affinity Designer, Affinity Publisher, Final Cut Pro, Vega Pro, Motion, addirittura Procreate, sono solo alcune delle applicazioni che si stanno ritagliando sempre più spazio nel mercato delle applicazioni professionali per la creatività a spese di Adobe.

Abbonamento obbligatorio

Tutte queste applicazioni, sfruttano uno spazio che si è venuto a creare nel mercato da quando Adobe ha deciso di abbracciare la licenza in abbonamento per tutte le sue applicazioni.

Ma non solo, ha previsto (a differenza di come faceva in passato), solo la possibilità di abbonarsi a una sola applicazione o a tutte (Niente più Design Suite e simili).
Se uno avesse bisogno di impaginare una rivista ad esempio, non gli basterebbe solo InDesign (24,39€ al mese) ma probabilmente avrebbe bisogno anche di Photoshop (24,39€ al mese) e a quel punto (come ogni creativo) finirebbe per scegliere il pacchetto completo (che costa 60,99€ al mese a testa) che gli da accesso ad altre app utili nello stesso settore (come Illustrator).

Insomma, tranne rari casi, è necessario il pacchetto con tutte le applicazioni ( che userai a esagerare al 50%) con una spesa non indifferente per un freelance che, se dovesse trovarsi davanti a un mese difficile, rischierebbe anche di ritrovarsi senza gli strumenti per lavorare.

La concorrenza si è proprio inserita in questa situazione con strumenti professionali a un costo, una tantum, più basso di quello che Adobe chiede in un mese!

Conseguenze sul lungo periodo

Probabilmente questo ha causato un esodo graduale degli utenti più deboli che sono passati a queste applicazioni professionali alternative e compatibili, con un costo molto più contenuto.

Non a caso i prezzi di Adobe sono scesi sensibilmente negli ultimi anni, vi faccio qualche esempio:
Io pagavo 870€ +iva l’anno qualche anno fa, adesso si parla di 732€ iva inclusa.
Photoshop e Fresco su iPad (estremamente immaturi ancora) costavano 10€ al mese ciascuno, adesso con 10€ al mese li hai entrambi.

Conclusioni

Insomma, sembra che questa politica stia mettendo in difficoltà i clienti, seppur affezionati. La buona notizia è che un calo dei prezzi come quello che si registra può significare solo che in Adobe si sono resi conto di aver sparato troppo alto, e che stanno probabilmente cercando di sistemare le cose.

Ho l’impressione che le cose siano cambiate e che Adobe abbia perso un po’ di quello smalto che una volta sembrava impossibile da attaccare; rimango comunque fiducioso visti i notevoli investimenti che fanno nelle nuove tecnologie e nell’intelligenza artificiale, e credo che col tempo troveranno il miglior compromesso per mantenere i progetti attivi e i profitti alti, senza dissanguare i clienti.

Aggiornamento 13 giugno 2020: Risultati finanziari secondo trimestre fiscale 2020.
Adobe è andata oltre le aspettative degli analisti per quanto riguarda gli utili per azione. Le entrate sono state inferiori alle aspettative. profitti record pari a 1,1 miliardi di dollari. Bene le sottoscrizioni all’abbonamento, scendono gli altri proventi.

Aggiornamento 22 giugno 2020: Adobe sta lavorando a una versione delle sue applicazioni per i Mac ARM.

Fonte: Adobe CNet Punto Informatico

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